Monologo finale del nuovo Cristo o Anticristo

Io sono tornato. Ma questa volta non palme o cori mi attendono come fu scritto e come auspicavo e temevo con eguale passione. Sono tornato, sono la vittima e il carnefice, sono ora e sempre, e sempre sono stato. Sono uomo e sono donna, il principio e la fine. Eccomi, a ripagare le vostre attese piene di errori e violenze. Io sono la violenza, quella per la quale non vi è rimedio. Tutto si è compiuto, dopo di me sarò solo io e chi vorrò che sia, ovvero nessuno, più, niente. Ad un gesto della mano posso accompagnare il terribile e definitivo saluto all'umanità piangente, così come non feci quando mi intimarono di salvarmi dalla Croce. E io tenni duro, rimasi, convinto che sarebbe stato meglio morire per la vostra vita piuttosto che salvarmi per salvare la vostra credulità. Il mio corpo di sangue putrefatto appeso alla Croce non lo apprezzai mentre volavo in alto come in un sogno - e chiesi alle vostre coscienze di staccarlo e di farlo sparire.
Ma ora sono tornato. Non posso uccidere chi mi uccise, perché già li ha uccisi la stessa morte (da cui non vi salvai)... Perché io, io solo, sono colui che si è salvato. Avevo la possibilità di salvare chiunque ma ho preferito lasciarvi marcire voi e la vostra storia, e illudervi; perchè il vostro corpo, l'unico elemento di voi a cui veramente tenete, degradando e mostrando con il Tempo i simboli della morte, la malattia, la violenza, la putrefazione, vi indicasse nello Spirito la salvezza.
Che missione straordinaria ho avuto ! Nella vostra ipocrita credulità indotta dalla natura e dal caso, che sono banali e puri allo stesso modo, avete a dorato un'immagine di voi inesistente, mentre vi guardavate con auspicio e bocche aperte volare verso l'empireo alla volta della santità che soli vi siete dati. Mai vi è stato detto nulla al riguardo. E voi imperterriti a sognare, a costruire teorie che altro non erano che il simbolo della vostra insopprimibile ed umanissima incapacità di vedervi polvere e vermi e nulla.

E questo rozzo alchimista poi, colui che s'illuse di ritrovarmi nel corpo di una pietra, colui cui non bastava pensare lo Spirito, ma che voleva vederlo e toccarlo, colui che trasforma ciò che io solo posso trasformare, questo individuo altezzoso e puro, ma così stupido e basso e meschino, proprio lui altro non era che pura nostalgia per quel gesto che vi avrebbe salvati tutti. Il vostro corpo poteva essere eterno, durare, superarmi in santità terrena, essere immortale. Se solo avessi scelto di salvare il mio corpo, se solo avessi con un solo sguardo spento chi mi crocefiggeva come brace su cui si getta acqua fredda, se solo avessi rimarginato le mie ferite e fossi sceso a contemplare il mondo di nuovo e la sua nuova corporale eternità.
Ed invece. Io sono il solo, l'unico che si salvò. Così è deciso, perché la vostra vita continuasse quale era sempre stata, solo con più illusioni.

Crocefiggetemi, avanti, tanto sarete voi a morire.
Ho costruito un mondo perché nessuno potesse capovolgerlo. Solo io posso tornare e ritornare, a mio piacimento. E neanche un dubbio, quando dalla testa piena di sangue che scendeva dai chiodi delle braccia e vedendovi piangere, neanche un istante che abbia pensato: ora uccido la morte ! Ho salvato me stesso e con me tutta la vostra storia. Perché solo lasciando tutto com'è il mondo si salva veramente.