La lettera d'amore.
[Dietro un velo, appena visibile.]
Amo i tuoi canini e gli incisivi, le tue labbra e dove si chiudono, la tua bocca tutta e tutto quello che mangia, dice, respira, e che mangerà, dirà, respirerà, l'angolo delle tue gote e i tuoi zigomi, il taglio degli occhi, la pupilla e l'iride, e tutto quello che vedono e vedranno, il colore che hanno in ogni paesaggio, le ciglia quando sono aperte e quando si chiudono, il suono che fanno quando accarezzano la mia schiena, o il mio viso.
Potresti essere l'ultimo amore, anzi credo che tu lo sia. Tutto si ricompone, tutto mi appare in una diversa luce, la tua luce che rompe gli indugi, che penetra nel tutto informe dell'uguaglianza. Potevo essere sola con tutti gli uomini del mondo. Potevo chiudere gli occhi, la sera, e rivedere, con gli occhi chiusi, il nostro amore sul letto di chiunque. E tu potresti essere mio fratello o chiunque altro cui volere bene, da cui farmi tenere come raccolta in un pugno. Potresti essere chiunque, dopotutto io voglio amore. Ma sei tu. Sei un altro. Sei diverso. Sei l'unico, perché sei il mio amore. Potevo perdermi nella solitudine, nell'ingiustizia, nell'uniformità, nell'eguaglianza di tutti con tutti. Ma ho incontrato te e te voglio.
L'amore totale, profondo ed infinito, è l'unica vera garanzia di diseguaglianza.
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